Giardini Naxos, un mare senza barriere: FIPSAS e Capitaneria di Porto insieme per un’immersione inclusiva

Alle ore 10 del 20 agosto, il mare di Giardini Naxos in Sicilia ha accolto un’immersione diversa da tutte le altre. Non solo subacquei, ma storie di vita, resilienza e inclusione hanno riempito le limpide acque di Isola Bella.

L’ASD Subacquei Clandestini, insieme alla Capitaneria di Porto di Giardini Naxos, ha organizzato un evento che ha visto protagonisti subacquei non vedenti o affetti da disabilità motorie. Un gesto concreto che trasforma lo sport in strumento di libertà, uguaglianza e abbattimento di barriere, non solo fisiche ma anche culturali.

Il mare è di tutti, e sotto la superficie siamo tutti uguali” ricorda Giuseppe Arcadipane, presidente dell’associazione sportiva dilettantistica Subacquei Clandestini. Non è una frase di circostanza: è il cuore pulsante di una filosofia che l’associazione porta avanti da anni, anche attraverso la rete che si è creata grazie al “Campo Blu”, con la quale i subacquei vivono esperienze di convivialità, formazione e immersioni accessibili a chiunque voglia scoprire il mare.

L’impegno della Capitaneria di Porto

Un ruolo fondamentale lo ha giocato il Comandante Leonardo Foti e l’Ufficio Locale Marittimo di Giardini Naxos, che non si è limitato a garantire la sicurezza delle operazioni. La Capitaneria ha infatti scelto di essere parte attiva, accanto ai subacquei con disabilità, dimostrando come le istituzioni possano farsi promotrici di un cambiamento culturale.

Il giorno successivo, una delegazione di subacquei dell’associazione Subacquei Clandestini è stata ricevuta ufficialmente dal Comandante L. Foti negli uffici della Capitaneria di Giardini Naxos, per ribadire un messaggio chiaro: l’inclusione non è un atto straordinario, ma deve diventare normalità.

FIPSAS e Subacquei Clandestini: un mare aperto dal Mediterraneo alle Maldive

L’iniziativa di Giardini Naxos si inserisce in un percorso più ampio di collaborazione con la FIPSAS (Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee), che promuove la subacquea inclusiva in Italia e nel mondo.

I Subacquei Clandestini, infatti, hanno creato e gestiscono centri di immersione convenzionati FIPSAS a Taormina, a Sharm el-Sheikh e a Maafushi isola delle Maldive. Questi ultimi due sono gli unici Centri di Immersione Convenzionati con la didattica FIPSAS (C.I.C.F.)  fuori dai confini italiani.

E poiché l’inclusione non deve essere statica, proprio da Sharm, grazie all’impegno dei Subacquei Clandestini, parte ogni giorno una barca appositamente attrezzata per ospitare persone con disabilità, con la quale possono effettuare crociere subacquee senza barriere: un simbolo tangibile di come la subacquea possa davvero essere per tutti, ovunque.

Le voci dei protagonisti

Dietro ogni immersione ci sono storie di vita che raccontano molto più di una disciplina sportiva.

Andrea
“Ho sempre amato gli sport acquatici, il mare è parte di me. Quattro anni fa, dopo un incidente in moto, sono diventato diversamente abile. Appena uscito dall’ospedale sono tornato in acqua: sott’acqua non ho il problema della gravità, posso muovermi liberamente e sentirmi vivo. Oltre a questo, la subacquea è benefica anche a livello psicomotorio e sociale: mi ha restituito la mia vita”.

Francesco
“Mi chiamo Falcone Francesco e ho conosciuto la subacquea da bambino, a 5 anni respiravo già con l’autorespiratore. Poi un incidente durante un’immersione mi ha lasciato in sedia a rotelle. Il mio unico desiderio era tornare sott’acqua. Dopo un anno, ci sono riuscito, grazie a un istruttore H.S.A., ma non riuscivo a praticare con costanza. Poi, grazie a un post su Facebook, ho conosciuto i Subacquei Clandestini di Giuseppe Arcadipane. Sette anni fa ho partecipato al mio primo Campo Blu: da allora non li ho più lasciati. Per me sono una famiglia”.

Francesco (ipovedente)

“Nelle immersioni posso toccare con rispetto ciò che incontro sott’acqua. Mi piace la sensazione di esplorare il mare al 100%, la possibilità di viaggiare con i sensi. Ogni immersione è un’emozione di gioia e stupore che non trovo da nessun’altra parte”.

 

Orlando (non vedente)

“Io il mare lo vivo con il corpo. Sento la pressione dell’acqua, riconosco la profondità dal suono e dalla grandezza delle bolle. Ogni volta che risalgo mi sento grato: grato al mare, ma soprattutto alle persone che si assumono la responsabilità di accompagnarci sott’acqua. Senza di loro, tutto questo non sarebbe possibile”.

Per rendere possibile un’immersione inclusiva non bastano però passione e buona volontà: servono competenze specifiche e brevetti riconosciuti.

La Federazione Italiana Pesca Sportiva e Attività Subacquee prevede tre livelli di brevetto per subacquei con disabilità, che vanno dalle prime immersioni in acque basse (entro 5 metri di profondità) fino alle immersioni entro i 18 metri in curva di sicurezza. Accanto a loro, sono sempre presenti istruttori e guide formate appositamente.

Oltre l’immersione: un messaggio universale

L’esperienza di Giardini Naxos non è stata soltanto un evento sportivo, ma un manifesto: dimostrare che il mare appartiene a tutti, e che l’inclusione è una scelta concreta, fatta di responsabilità, organizzazione e coraggio.

Nelle parole di Giuseppe Arcadipane, riecheggiate dai sorrisi dei partecipanti, c’è il senso più profondo di questa giornata: “Sott’acqua siamo tutti uguali, e questa uguaglianza è la nostra forza più grande”.