Conservazione dell’ambiente subacqueo: progetti per una politica ambientale efficace - Luglio 2025
Gli argomenti di interesse per il percorso di formazione istruttori M2 comprendono, come noto, quello della protezione e tutela dell’ambiente subacqueo. Questo tema, tra gli altri, vuole essere significativo di un approccio progettuale e gestionale delle capacità dei sodalizi di spingere ed influenzare la politica ambientale federale in maniera anche semplice, ma organizzata e concreta. Ecco una visione organica delle motivazioni e delle opportunità per sviluppare una politica ambientale efficace all’interno della didattica subacquea FIPSAS.
Perché parlare di ambiente agli allievi e nella formazione degli istruttori?
Dalle origini legate alla pesca sportiva e all’esplorazione subacquea, FIPSAS ha progressivamente ampliato la propria azione, assumendo un ruolo sempre più centrale nella tutela dell’ambiente acquatico. Questo impegno è stato riconosciuto formalmente nel 2004, con il conferimento del titolo di Associazione di Protezione Ambientale, segno di un nostro percorso evolutivo che ci interroga però su come le nostre attività sportive influenzino l’ambiente, come ridurne gli impatti promuovendo pratiche virtuose.
Nel tempo, l’approccio alla subacquea promosso dalla Federazione si è notevolmente trasformato: da una visione centrata sulla prestazione sportiva e sulla pesca, si è passati ad una più ampia, che include la conoscenza e la valorizzazione degli ambienti sommersi. Tutela degli habitat di pregio, della qualità delle acque e dei paesaggi subacquei sono oggi una priorità oltre che una crescita culturale e formativa che richiede consapevolezza da parte di tutti, in particolare da chi forma e guida nuovi subacquei, di diverso grado.

Per usare uno slogan, essere FIPSAS significa oggi coniugare sport, formazione e impegno ambientale. Il mandato ambientale FIPSAS non è solo un’etichetta, ma una responsabilità concreta.
Per attuarlo, le società hanno la possibilità di strutturare proposte pratiche su più livelli:
• a livello didattico-formativo: valorizzare la conduzione dei corsi con riferimenti a pratiche sostenibili ed etica ambientale;
• a livello divulgativo: organizzare momenti di educazione ambientale nei club e nelle comunità locali, coinvolgendo anche non subacquei, a partire dai nostri co-federati pescatori;
• a livello operativo: partecipare ad attività di monitoraggio, pulizia dei fondali, riduzione degli impatti locali e collaborazioni con enti di ricerca;
Buoni esempi sono la partecipazione a progetti di mappatura della Posidonia, a controlli di impatti di origine antropica, a programmi di educazione nelle scuole.
Il valore dei corsi scientifici FIPSAS
L’utilizzo di tecnologie digitali, dai semplici rilievi foto/video, può facilitare il riconoscimento delle specie, il reporting di dati ambientali, rendere più attraenti i contenuti biologici nei corsi base, oltre che essere uno strumento didattico di correzione. I corsi con orientamento “scientifico” (PBio, PFs e PVs) rappresentano un’opportunità per rafforzare sia le abilità che la sensibilità ecologica dei subacquei a partire dal percorso P1-P2-P3. Essi contribuiscono a consolidare la preparazione di base, rafforzando assetto, gestione attrezzature, consapevolezza situazionale e sicurezza; ad offrire competenze su protocolli di indagine; a creare un punto d’incontro tra mondo sportivo e scientifico, con potenzialità di collaborazioni strutturali e progettuali.
Per dare continuità e potenza a questa transizione culturale possiamo agire su più fronti: promuovere contenuti ambientali nei programmi formativi; collaborazioni a 360 gradi; favorire un cambio di mentalità, in cui l’immersione diventa anche momento di conoscenza e responsabilità ambientale.
Il percorso non è semplice, ma è già iniziato. Mantenere lo status di Associazione di Protezione Ambientale richiede continuità nelle azioni, disseminazione, partecipazione, dove il nostro GdPS Bio/Foto/Sub e i Centri BioFIPSAS possono essere una risorsa strategica per la Federazione.
Tale approccio prevede una collaborazione “interclub” oltre che rapporti a livello di responsabili DS provinciali e regionali per nuove proposte progettuali, grazie a fondi regionali, nazionali e comunitari. Non dimentichiamo che siamo nella decade 2021-2030 delle Nazioni Unite per il ripristino degli ecosistemi. Ci sono già degli esempi di “chiamata” a rappresentare la qualità di FIPSAS in contesti istituzionali e di progetti comunitari transfrontalieri. Questa è una chiave che può rappresentare, se ben giocata, anche una fonte di sostentamento economico per le società, se disponibili a fare “gruppo”.
Il futuro della subacquea passa quindi attraverso una crescita tecnica e ambientale, che accompagni un’evoluzione culturale dei suoi protagonisti. I corsi scientifici, la “formazione di formatori”, la sensibilizzazione a tutti i livelli sono strumenti fondamentali per costruire una subacquea più consapevole e sostenibile.
Andrea Rismondo (MBio – bluSub Venezia)
Grazie a Simone Modugno per i preziosi suggerimenti
